L'invenzione di Morel, Adolfo Bioy Casares

Edizioni Sur; 2017 (I ed. 1940) – Traduzione di Francesca Lazzarato

Questo breve testo rappresenta un’opera di discreta influenza nell’ambito letteratura fantastica moderna, oltre che del cinema e della serie tv contemporanea. L’autore, amico fraterno e collaboratore di Jorge Luis Borges, è il più giovane Alfonso Bioy Casares – personaggio molto meno in vista ma di non trascurabile interesse.

Ambientato nel tipico scenario avventuroso, il romanzo è il diario di uno scrittore innominato in fuga dall’ergastolo, rifugiato in un’isola sperduta ipoteticamente collocata nell’arcipelago delle Ellice, che scopre negli edifici abbandonati della «parte alta dell’isola» la presenza di una compagnia misteriosa.

Tramite il ricorso ai temi e alle forme della letteratura fantastica, con l’evidente presenza di rimandi all’universo fantascientifico, il romanzo mette in piedi una visionaria riflessione per immagini su una gamma molto vasta di tematiche, che estendono l’interesse della narrazione ben al di fuori della semplice trama e della fascinazione del fantastico. Domina la scena il senso di solitudine sorto dal dissidio fra il bisogno di nascondersi e la necessità di essere riconosciuto dall’Altro, ingenerato nello scrittore dai «villeggianti» che coabitano l’isola, in particolare dall’eterea figura di Faustine, oggetto di un alienato discorso amoroso. Al contempo, nel gioco di specchi e prospettive che scandisce la narrazione, conferendole i caratteri di una vera e propria indagine, tale meditazione si intreccia con l’esplorazione del problema della morte, scaturita dal vagheggiamento di una sua ideale evasione in un ipotetico paradiso inviolabile. Elemento di raccordo fondamentale è la proposta, in questo senso, di una riflessione metaletteraria sulla vocazione all’imperiturità propria dell’arte e delle narrazioni, in cui converge – quale segno della particolare lungimiranza attribuibile all’autore – l’emersione della dimensione tecnologica come termine di confronto necessario in tal senso nella contemporaneità.

Elemento caratterizzante della suggestione e del clima di straniamento realizzato da Bioy Casares è infine la musica continuamente emessa dal grammofono, che fa risuonare in sottofondo i brani Valencia e Tea for two.

Mi accorgo con disappunto che queste pagine si stanno trasformando in un testamento. Se devo rassegnarmi a una cosa del genere, farò in modo che le mie affermazioni si possano provare; altrimenti, al minimo sospetto di menzogna, nessuno mi crederebbe quando dico che mi hanno condannato ingiustamente. Apporrò come epigrafe a questa relazione il motto di Leonardo – Ostinato rigore – e cercherò di seguirlo.

Reperire il libro è molto semplice: è possibile ordinarlo sul sito delle Edizioni Sur, dov’è disponibile anche in versione e-book, oppure richiederlo al più vicino libraio a domicilio. Se non fosse già sufficiente la nitidezza e la vivacità delle immagini descritte dall’opera, esiste anche un riadattamento cinematografico reperibile su YouTube, a questo indirizzo.

2 pensieri su “L'invenzione di Morel, Adolfo Bioy Casares”

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